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Il convegno – “Un faro sul florovivaismo pontino 2026”

Sabato 16 maggio, nell’ambito della 17a mostra-mercato Pontinia in fiore, si è tenuto il convegno “Un faro sul florovivaismo pontino”, con rappresentanti delle Istituzioni e del mondo universitario, oltre ai florovivaisti e alla nostra Associazione.

Dopo i saluti del Sindaco di Pontinia Eligio Tombolillo, ha introdotto l’Assessore Beatrice Milani, che ha illustrato le iniziative in programma nella tre-giorni e sottolineato il patrocinio gratuito della Regione Lazio.

Gli interventi

Il nostro Socio Antonio Aumenta ha ricordato che il florovivaismo deve sempre di più orientarsi verso pratiche ecosostenibili e preservare la biodiversità, e ha portato l’esempio dell’endoterapia, pratica semplice, economica ed efficace sui pini affetti da cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis). Aumenta ha rappresentato anche le forti esigenze di adeguamenti normativi che favoriscano l’innovazione tecnologica delle aziende e la loro competitività. Ha infine dato la propria disponibilità a portare la manifestazione al “Parco dei Continenti” nel 2027.

Il Consigliere Regionale e Presidente della Commissione lavoro della Regione Lazio, Angelo Tripodi, ha ricordato l’importanza della facoltà di Scienze Agrarie in arrivo sul territorio; ha poi ha annunciato lo stanziamento di 300 mln di euro da Regione ed Arsial per l’agricoltura regionale e ricordato la recente apertura di uno sportello Agea a Latina.

Il prof. Stefano Cerullo, in rappresentanza dell’Istituto San Benedetto di Borgo Piave, ha richiamato il ruolo della scuola nella formazione ai metodi di coltivazione innovativi e sostenibili e nell’incoraggiare e attrarre i giovani verso le professioni del verde attraverso un collegamento permanente con il mondo del lavoro.

“Il florovivaismo dell’Agro Pontino è modello produttivo leader in Europa” – così la dott.ssa Carla Pacini di PMI Italia, che ha richiamato le sfide cruciali su temi come le biomasse e la logistica a basso impatto ambientale; ha poi auspicato lo sviluppo delle certificazioni per le aziende e la creazione di un marchio di qualità per i prodotti di un settore che è “firma del paesaggio e patrimonio sociale”.

Per la nostra Associazione, è intervenuta la Vicepresidente Tiziana Colicchia, che ha ricordato le attività formative e promozionali organizzate per i Soci in sinergia con la Camera di Commercio di Frosinone-Latina e l’Azienda Speciale Informare. Colicchia ha parlato dell’importante progetto, ormai avviato, del Distretto florovivaistico, che avrà forti ricadute positive su tutta la filiera nell’intera regione, in particolare per quanto riguarda aspetti critici, come ad es. la logistica. Ha proseguito richiamando il recente avvio dei decreti attuativi della legge delega del 2024 sul florovivaismo e ha concluso con la necessità di un cambio radicale di mentalità per arrivare ad una progettualità comune, visione fortemente condivisa dall’ing. Carlo Medici, già Sindaco di Pontinia e Presidente della Provincia dal 2018 al 2021.

Per l’Università della Tuscia, sono intervenute la prof.ssa Maria Teresa Cardarelli e la prof.ssa Nicoletta Ripa. Dopo aver espresso apprezzamento per il pragmatismo delle aziende con il progetto di Distretto, Cardarelli ha richiamato concetti chiave come sostenibilità e ambiente, auspicando una collaborazione sempre più intensa tra università e imprese per integrare la ricerca nelle sfide ambientali della filiera di coltivazione. Ripa ha posto l’accento sulla necessità di competenze tecniche agronomiche nelle azioni di tutela del territorio, per far sì che, nel programmare gli interventi, si tenga conto non solo del paesaggio e dei suoi simboli, ma anche del ciclo di vita naturale delle piante: un equilibrio che può solo essere garantito da un’interazione costruttiva fra ricerca universitaria e filiera di produzione.

In chiusura, non poteva mancare l’intervento dello storico floricoltore Nicola Colicchia, ideatore e anima, insieme con suo fratello Mariano, di “Pontinia in fiore” e che ha arricchito la discussione di oggi con la delicatezza del tocco umano e romantico dell’”atto di coltivare”.